“Eroe tragico con una vena di follia”, Panagoulis ha lottato con grande coraggio contro il Regime dei Colonnelli e a favore della democrazia, subendo persecuzioni, lunghi periodi di prigionia tra atroci torture.
Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...
"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ
(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più di quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)
1 maggio 2014
Alekos Panagoulis vive!
“Un ruggito di dolore e di rabbia si alzava sulla città, e rintronava incessante, ossessivo, spazzando qualsiasi altro suono, scandendo la grande menzogna. Zi, zi, zi! Vive, vive, vive!” è l’incipit del romanzo Un uomo, nel quale Oriana Fallaci racconta la vita e la morte dell’uomo che ha amato: Alèxandros Panagoulis.
Il 1° maggio del 1976 muore, vittima di uno "strano" incidente d’auto, il rivoluzionario, poeta e intellettuale Alekos Panagoulis.
“Eroe tragico con una vena di follia”, Panagoulis ha lottato con grande coraggio contro il Regime dei Colonnelli e a favore della democrazia, subendo persecuzioni, lunghi periodi di prigionia tra atroci torture.
“Eroe tragico con una vena di follia”, Panagoulis ha lottato con grande coraggio contro il Regime dei Colonnelli e a favore della democrazia, subendo persecuzioni, lunghi periodi di prigionia tra atroci torture.
3 dicembre 2013
"Kavafis e i Poeti". Omaggio al grande poeta greco.
Di
Kavafis, poeta a cavallo tra ‘800 e ‘900, si celebrano quest’anno i 150 anni
dalla nascita e gli 80 dalla morte. E sembra impossibile tanto la sua poesia ci
è oggi attuale e contemporanea.
Una
conferma di questa affermazione che molti ormai giustamente ripetono per questo
grande poeta alessandrino si è avuta qualche giorno fa, il 25 novembre, al
Teatro Vascello nella serata “Kavafis e i poeti”, organizzata dalla Cattedra di
lingua e letteratura neogreca della Sapienza Università di Roma con il
patrocinio dell’Ambasciata di Grecia e dell’Ambasciata di Cipro e il sostegno
del Ministero della Cultura di Grecia.
7 luglio 2013
Una mattina in compagnia di Petros Màrkaris
La mia registrazione di una mattinata primaverile trascorsa in compagnia di Petros Màrkaris e dei ragazzi della scuola Lianokladiou di Lamia, accompagnati dalla intraprendente insegnante Ioulia
Gkika. Un bellissimo ricordo.
I giovanissimi studenti avevano lavorato durante l'anno scolastico, sui romanzi dello scrittore
greco e, in gemellaggio con una classe italiana, su quelli del nostro Camilleri, per realizzare, infine, una rappresentazione teatrale ispirata ai polizieschi dei due autori.
In un giorno di marzo, in un giardino ateniese, ero lì insieme ai
vivaci discenti visibilmente emozionati per questo incontro con
P. Màrkaris, il quale, con la sua affabilità, ha messo tutti a proprio agio...
...L’atmosfera è molto allegra, mi piace osservare l’ingenua trepidazione di questi ragazzi ancora un po’
bambini e sono curiosa di ascoltare le loro domande per Màrkaris
e le interessanti risposte dell'autore.
Spiros: I suoi romanzi sono
molto attuali, come mai?
Màrkaris: I romanzi e i racconti
che scrivo hanno a che fare con l’attualità, perché mi interessa raccontare il presente e non il passato.
Tuttavia, anche il passato ha a
che fare con l’oggi, ovviamente. Per esempio, il mio romanzo “Si è suicidato il
Che” racconta i Giochi Olimpici del 2004 e, tornando indietro di trent’anni, l’epoca della dittatura dei Colonnelli. In tal caso, il passato mi è servito per spiegare problemi del presente.
Erotòkritos: Come nasce l’idea per un
libro?
10 giugno 2013
Storie dell’Altro Mondo. Favole dalla Grecia.
Vi è capitato, almeno una volta nella vita, di leggere una favola o una fiaba a un bambino? Certo che sì. E, di certo, avete provato la gioia di entrare insieme, in un magico mondo fiabesco, sospinti anche voi da una sana credulità?
28 maggio 2013
Racconto greco
Kostas Akrivos
Gli uomini di una volta
Per Vanghelis Chatzighiannidis
Che donna, quella! Una che non si faceva mancare niente: chiacchiere, soldi, uomini… Li gettava per aria e in un batter d’occhio li faceva suoi. Perché quella smargiassa era bella, bella e ne sapeva una più del diavolo. Cinquantacinque anni e non ne dimostrava neanche trenta. Con una chioma nera e riccioluta, e certe labbra che sembravano promettere il paradiso. Tutta dedita ai parrucchieri e alle palestre. Quando bussarono il campanello, “AFFITTASI MONOLOCALE A STUDENTI – CANONE MODICO”, lo sguardo di entrambi andò a fissarsi sull’ampia scollatura della vestaglia. Era così che accoglieva gli aspiranti inquilini? Li riscosse il suo “desiderano?”. L’uomo tossicchiò per schiarirsi la voce e poi: “È per mio figlio, qui… È iscritto a medicina, primo anno… Abbiamo visto il cartello e…”.
21 maggio 2013
Dionisios Solomòs e La Sapienza di Roma
Dionisios Solomòs nasce a Zacinto nel 1798 e dall’età di dieci anni fino ai venti vive in Italia, a Cremona, Venezia, Pavia. La sua lingua e la sua formazione è quindi italiana.
Tornato in
patria studia assiduamente per riconquistare la sua lingua madre. Il suo lavoro
assiduo e meticoloso lo rende oggi uno dei più grandi, se non il più grande poeta
in lingua greca moderna
Il suo Inno
alla libertà (1824), musicato dal Manzaros, è diventato l'inno
nazionale ellenico.
Attraverso le parole e immagini di Theo Angelopoulos, nel film: L’eternità e un giorno, avrete modo di conoscere qualcosa in più sulla storia e la personalità di questo grande poeta.
7 aprile 2013
Una "Storia greca"
Attendevo di poter leggere questo lungo racconto tradotto da
Andrea Rényi dalla lingua ungherese, perché narra la poco nota “catastrofe
della Guerra Civile” greca, scoppiata
tra il 1946 e il 1949, e anche perché è dedicato a un uomo nobile e valoroso, Kazimir Rényi, di cui conoscerete la storia leggendo l’introduzione dell’opera.
Il libro si intitola: Storia greca e comprende l’omonima
novella scritta da Lajos Galambos, una toccante introduzione e un’importante postfazione
con Brevi cenni di storia greca, tutto a cura di Andrea Rényi.
È pubblicato con i Dragomanni ed è scaricabile
gratuitamente, previa una rapida procedura di iscrizione gratuita (che dona 3
euro di credito) dal sito di Ultima-books e da tutte le altre librerie in rete;
senza DRM, in formato epub e mobi (e Kindle).
15 marzo 2013
Cronaca di un Festival Filellenico Metropolitano
30 simpatiche formiche dispensano un’accoglienza generosa, offrendo
calici di vino e golosi sfizi, tra ex-relitti del Meltemi trasformati in arte elaborata.
12 marzo 2013
Festival della cultura greca
È mia la Grecia
Cinema, arte e musica rembetika - con il concerto degli Evì Evàn! - per raccontare una Grecia fuori
dagli stereotipi, una Grecia che non è solo quella Classica o solo quella da
cartolina patinata, una Grecia nota e ignota, sempre e comunque la Nostra Madre
Grecia.
mercoledì 13 e giovedì 14 Marzo al "30 Formiche"
via del Mandrione 3 Roma
Proiezione dei film:
"REBETIKO" (1983), regia di Kostas Ferris e musiche di Stavros Xarchakos; in lingua originale con sottotitoli in italiano (a cura di Gaia Zaccagni e gli studenti della Cattedra di Neogreco, Università La Sapienza);
"AKADIMIA PLATONOS", regia di Fillipos Tsitos (2010); in lingua originale con sottotitoli in italiano (a cura di Dafne Soulis e gli studenti del IV anno della Scuola di neogreco della Comunità Ellenica di Roma).
Cliccate per leggere l'intero programma: È mia la Grecia
Direzione artistica: Viviana Sebastio e Ass.Cult. FuoriLuogo
17 febbraio 2013
Italia Grecia e Cipro allo specchio
Arte, poesia e musica si incontrano alla Sapienza
il 4 marzo 2013.
6 febbraio 2013
Ioanna Karistiani tradotta a 24 mani
Un'estate fa, alla Casa delle Letterature di Lefkes, delizioso paese dell'isola di Paros nelle Cicladi, la lingua greca e quella italiana si sono incontrate in occasione di un seminario di traduzione organizzato da Paola Maria Minucci, docente della Cattedra di neogreco della Sapienza. Dodici studenti, in un'atmosfera gioiosa e prolifica, hanno lavorato su alcuni racconti inediti della nota scrittrice Ioanna Karistiani, sotto la guida di Maurizio De Rosa (suo traduttore per l'Italia) e della stessa Paola Maria Minucci, ovviamente.
Le due settimane di seminario, condito col buon cibo isolano e arricchito dalla bellezza dell'isola, si sono concluse con un incontro pubblico tra i giovani traduttori filellenici e l'autrice cretese, in una calda e gioiosa serata agostana.
Due dei racconti tradotti sono stati pubblicati sulla rivista fondata e diretta da Camilla Miglio: il Porto di Toledo, dove potrete leggere anche la dettagliata e calorosa narrazione di questa bella esperienza, scritta dalla docente Paola Maria Minucci.
Qui vi propongo la lettura del primo racconto:
20 gennaio 2013
Noi e loro
Brevi
notizie dalla Grecia dove continuano gli scioperi contro le misure di
austerità adottate dal Governo: proseguono i tagli sugli stipendi e
sui servizi e di pari passo protestano i greci con scioperi che
coinvolgono il settore del trasporto e della sanità.
Oggi due attentati, uno ad Atene e uno a Salonicco, hanno scosso il Paese.
I probabili obiettivi erano una banca e un palazzo governativo.
Le conseguenze non sono state gravissime, se non il ferimento lieve di due
persone e dei danni ad automobili ed edifici.
19 dicembre 2012
Dodekaìmero, le festività natalizie in Grecia
di Maurizio De Rosa
Il periodo delle feste natalizie in Grecia è chiamato “dodekaìmero”, in quanto si prolunga dodici giorni, dal 25 dicembre al 6 gennaio, festa della “Teofània” o “giorno delle Luci”. Il periodo è caratterizzato dal tentativo delle forze delle tenebre, rappresentate dagli spiriti ctoni detti “kalikàntzaroi”, di impedire al sole di tornare al suo fulgore e di gettare l’universo nel buio. I kalikàntzaroi assolvono appunto a questo compito: tutto l’anno si dedicano all’abbattimento dell’“albero del mondo”, che regge l’armonioso alternarsi di luce e di buio. Nei giorni intorno al solstizio d’inverno tale obiettivo sembra raggiunto: l’albero del mondo è sempre più inclinato, le giornate sono sempre più corte e le tenebre stanno per prendere il sopravvento. Ma il 25 dicembre la nascita di Gesù (il “Sole invitto di giustizia”) sconvolge i piani dei kalikàntzaroi, che per vendicarsi, escono dal loro regno sotterraneo
e si insinuano nelle case dei mortali provocando veri e propri fenomeni di poltergeist.
Tutto questo però è destinato a finire il 6 gennaio, il giorno delle luci: la benedizione delle acque e la purificazione del mondo costringe i kalikàntzaroi a tornare nell’Ade, la luce ha definitivamente trionfato e l’albero del mondo è salvo. Ma i kalikàntzaroi, naturalmente, non si danno per vinti. Infatti si rimettono subito all’opera con la speranza, questa volta, di farcela e di imporre il dominio delle tenebre sul mondo.
I dolci tipici delle feste natalizie sono i “kourabiedes” (dolcetti alle mandorle aromatizzati con acqua di rosa o di fiori, e cosparsi di zucchero a velo); i “melomakàrona” (dolcetti aromatizzati con cannella, scorza d’arancia e chiodi di garofano, e intinti nel miele); e lo “tsoureki”, preparato con farina, uova, masticha di Chios e la spezia detta mahaleb. I doni ai bambini li porta san Basilio il giorno di Capodanno. San Basilio è in tutto e per tutto simile a Babbo Natale, ma viene identificato con Basilio di Cesarea, uno dei Padri della Chiesa orientale, la cui memoria si celebra appunto il primo gennaio.
Tutto questo però è destinato a finire il 6 gennaio, il giorno delle luci: la benedizione delle acque e la purificazione del mondo costringe i kalikàntzaroi a tornare nell’Ade, la luce ha definitivamente trionfato e l’albero del mondo è salvo. Ma i kalikàntzaroi, naturalmente, non si danno per vinti. Infatti si rimettono subito all’opera con la speranza, questa volta, di farcela e di imporre il dominio delle tenebre sul mondo.
16 dicembre 2012
Un racconto di Andreas Karkavitsas
Dall'antologia Uccelli di fango, Dragomanni 2012
Racconto di Andreas Karkavitsas
Traduzione di Viviana Sebastio
Illustrazioni di Alessandro Broccoletti
Quella notte – in quella spaventosa notte di dicembre – andai a dormire in un mulino a vento nel paesino di Troumpé. Mi sdraiai, ma non dormii. Fuori il temporale infuriava da un capo all’altro del villaggio e rendeva le strade impraticabili. Migliaia di suoni e innumerevoli rumori si susseguivano rapidi e improvvisi. Gli alberi dimenavano le chiome e appena il tuono si placava, iniziava il gemito del vento e appresso il lamento delle tegole.
All’improvviso, si udì il verso sinistro della civetta che a intervalli, copriva il rintocco della campana. Ma verso l’alba, tutto si calmò e quando mi alzai, vidi seduto al sole, il mugnaio che accanto alla sua gatta cinerina, stava rattoppando un sacco bucato.
«Nottataccia, eh?» dissi.
«Credi che una madre non farebbe altrettanto se le strappassero via il figlio?», chiese incuriosito.
Lo guardai sorpreso: cosa c’entrava una notte burrascosa con una madre alla quale era stato strappato via il figlio?
Ma Giannakis Xintaràs, il mugnaio, fu pronto a dimostrarmi che c’entrava, eccome! E fu così che mi raccontò questa storia:
«Guarda a destra la rocca di Santameri e guarda anche a manca il castello di Chlimoutsi.
I due castelli appartengono, da molto tempo ormai, a due sorelle, due fate. Ognuna delle due, però, porta con sé una gioia e un dolore.
1 dicembre 2012
Uccelli di fango Racconti scelti alla Casa delle Traduzioni
L'8 dicembre sarò, insieme ad altre sei bravissime traduttrici, alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma a presentare l'antologia di racconti
Uccelli di fango.
L'antologia è disponibile dall'8 dicembre, sul sito dei Dragomanni sotto forma di e-book e la potrete scaricare gratuitamente!
Uccelli di fango.
L'antologia è disponibile dall'8 dicembre, sul sito dei Dragomanni sotto forma di e-book e la potrete scaricare gratuitamente!
Ecco come l'illustre traduttrice Franca Cavagnoli presenta il nostro lavoro:
Un
quilt di storie e voci
I
non addetti ai lavori pensano che il solo responsabile di un libro tradotto sia
l’autore della traduzione.
28 novembre 2012
E all'improvviso i luoghi divennero uno
L’itinerario mitico della poesia di Michalis Pierìs
di Paola Maria Minucci
La fine del mondo
E all'improvviso i luoghi divennero uno.
Vennero i luoghi in cui camminai, città
e quartieri e strade. Migliaia di luoghi
meridiani, a Settentrione, a Sud. Con caldo,
nuvole e neve. Monsoni tropicali
e temporali. Sole bel tempo e pioggia,
luoghi di piacere, d’improvviso pericolo.
Luoghi selvaggi, oscuri e altri calmi.
Allora il luogo sparì come luogo
della patria. Un paesaggio mitico si agitava ora
dentro di me. Si regolavano le sue strade
le porte si aprivano al tempo, donne
nude sudavano in sporche lenzuola.
C’è posto per tutto questo nella scrittura. Fiumi,
ponti, montagne. Pianure e quartieri.
Luogo ampio il modo di parlare.
Tempo senza legami barriere e mura.
Come nei sogni. Tutto insieme e separatamente.
Sono nello stesso luogo non sono. Sono
ovunque e in qualche luogo. Prendo la matita
mi perdo si apre un buco sulla carta
e i modi si agitano si mescolano
scritture, voci, descrizioni di fiumi,
laghi e lagune, i luoghi
girano a vuoto, si toccano le città,
decine di città mi trattengono addormentano
il mio corpo, mi sveglio non so dove mi sveglio,
dormo non dormo, mi aggiro
insonne nel cielo nella terra nell'acqua,
calpesto e non calpesto la terra, volo danzo
resto sveglio. Come nei sogni.
Tutto insieme e separatamente.
17 novembre 2012
Quando nasce l'uomo nasce un dolore o una speranza?
Disperazione, paura, guerriglie metropolitane in Grecia come in Italia, conflitti sanguinosi e interminabili in varie parti del mondo...
Quando nasce l'uomo
con lui nasce un dolore
e quandola guerra divampa
il sangue non si ferma
3 novembre 2012
Ingemar Rhedin intervista Odisseas Elitis
Il 2 novembre del 1911 nasceva Odisseas Elitis.
ODISSEAS ELITIS - CONVERSAZIONI INEDITE
Rhedin registra quelle interviste e conserva i ministri con cura, come un prezioso «tesoro».
A cento anni dalla nascita del grande poeta greco, il traduttore sceglie, in esclusiva per la rivista «K» (del quotidiano Kathimerinì, N.d.T.), i passi più significativi di quelle conversazioni inedite che riguardano la musica, la pittura e, naturalmente, la poesia.
...Ecco che il registratore parte e l'intervista ha inizio. Il traduttore punzecchia il poeta con alcuni dubbi da "studente". Il
poeta risponde con voce limpida, piena di sicurezza, forza e vitalità.
MOZART E L’«AXION ESTÌ»
Rhedin: In un mio recente articolo, ho scritto che la sua opera poetica, l'Axion Estì, assomiglia alle ultime opere
di Mozart.Elitis: Chi lo ha detto?
R.: Io. Ritengo, infatti, che le ultime composizioni di Mozart abbiano
una struttura rigorosa come quella dell’Axion
Estì.
E.: Me ne compiaccio, perché Mozart è uno dei musicisti che amo di più. Ricordo
che, tempo fa, per gioco dovevamo trovare delle corrispondenze tra compositori
e poeti ed emerse che la mie poesie si abbinavano bene con le musiche scritte da Mozart. Hanno, infatti, in comune la stessa leggerezza e la medesima grazia.
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