Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più di quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

6 febbraio 2013

Ioanna Karistiani tradotta a 24 mani


Un'estate fa, alla Casa delle Letterature di Lefkes, delizioso paese dell'isola di Paros nelle Cicladi, la lingua greca e quella italiana si sono incontrate in occasione di un seminario di traduzione organizzato da Paola Maria Minucci, docente della Cattedra di neogreco della Sapienza. 
Dodici studenti, in un'atmosfera gioiosa e prolifica, hanno lavorato su alcuni racconti inediti della nota scrittrice Ioanna Karistiani, sotto la guida di Maurizio De Rosa (suo traduttore per l'Italia) e della stessa Paola Maria Minucci, ovviamente.




Le due settimane di seminario, condito col buon cibo isolano e arricchito dalla bellezza dell'isola, si sono concluse con un incontro pubblico tra i giovani traduttori filellenici e l'autrice cretese, in una calda e gioiosa serata agostana.
Due dei racconti tradotti sono stati pubblicati sulla rivista fondata e diretta da Camilla Miglio: il Porto di Toledo, dove potrete leggere anche la dettagliata e calorosa narrazione di questa bella esperienza, scritta dalla docente Paola Maria Minucci.

Qui vi propongo la lettura del primo racconto:

20 gennaio 2013

Noi e loro


Brevi notizie dalla Grecia dove continuano gli scioperi contro le misure di austerità adottate dal Governo: proseguono i tagli sugli stipendi e sui servizi e di pari passo protestano i greci con scioperi che coinvolgono il settore del trasporto e della sanità.


Oggi due attentati, uno ad Atene e uno a Salonicco, hanno scosso il Paese. 
I probabili obiettivi erano una banca e un palazzo governativo. 
Le conseguenze non sono state gravissime, se non il ferimento lieve di due persone e dei danni ad automobili ed edifici.

19 dicembre 2012

Dodekaìmero, le festività natalizie in Grecia

di Maurizio De Rosa



Il periodo delle feste natalizie in Grecia è chiamato “dodekaìmero”, in quanto si prolunga dodici giorni, dal 25 dicembre al 6 gennaio, festa della “Teofània” o “giorno delle Luci”. Il periodo è caratterizzato dal tentativo delle forze delle tenebre, rappresentate dagli spiriti ctoni detti “kalikàntzaroi”, di impedire al sole di tornare al suo fulgore e di gettare l’universo nel buio. I kalikàntzaroi assolvono appunto a questo compito: tutto l’anno si dedicano all’abbattimento dell’“albero del mondo”, che regge l’armonioso alternarsi di luce e di buio. Nei giorni intorno al solstizio d’inverno tale obiettivo sembra raggiunto: l’albero del mondo è sempre più inclinato, le giornate sono sempre più corte e le tenebre stanno per prendere il sopravvento. Ma il 25 dicembre la nascita di Gesù (il “Sole invitto di giustizia”) sconvolge i piani dei kalikàntzaroi, che per vendicarsi, escono dal loro regno sotterraneo
e si insinuano nelle case dei mortali provocando veri e propri fenomeni di poltergeist.
Tutto questo però è destinato a finire il 6 gennaio, il giorno delle luci: la benedizione delle acque e la purificazione del mondo costringe i kalikàntzaroi a tornare nell’Ade, la luce ha definitivamente trionfato e l’albero del mondo è salvo. Ma i kalikàntzaroi, naturalmente, non si danno per vinti. Infatti si rimettono subito all’opera con la speranza, questa volta, di farcela e di imporre il dominio delle tenebre sul mondo. 
I dolci tipici delle feste natalizie sono i “kourabiedes” (dolcetti alle mandorle aromatizzati con acqua di rosa o di fiori, e cosparsi di zucchero a velo); i “melomakàrona” (dolcetti aromatizzati con cannella, scorza d’arancia e chiodi di garofano, e intinti nel miele); e lo “tsoureki”, preparato con farina, uova, masticha di Chios e la spezia detta mahaleb. I doni ai bambini li porta san Basilio il giorno di Capodanno. San Basilio è in tutto e per tutto simile a Babbo Natale, ma viene identificato con Basilio di Cesarea, uno dei Padri della Chiesa orientale, la cui memoria si celebra appunto il primo gennaio. 

16 dicembre 2012

Un racconto di Andreas Karkavitsas

La madre


Dall'antologia Uccelli di fango, Dragomanni 2012
Racconto di Andreas Karkavitsas
Traduzione di Viviana Sebastio
Illustrazioni di Alessandro Broccoletti



Quella notte – in quella spaventosa notte di dicembre – andai a dormire in un mulino a vento nel paesino di Troumpé. Mi sdraiai, ma non dormii. Fuori il temporale infuriava da un capo all’altro del villaggio e rendeva le strade impraticabili. Migliaia di suoni e innumerevoli rumori si susseguivano rapidi e improvvisi. Gli alberi dimenavano le chiome e appena il tuono si placava, iniziava il gemito del vento e appresso il lamento delle tegole.

All’improvviso, si udì il verso sinistro della civetta che a intervalli, copriva il rintocco della campana. Ma verso l’alba, tutto si calmò e quando mi alzai, vidi seduto al sole, il mugnaio che accanto alla sua gatta cinerina, stava rattoppando un sacco bucato.
«Nottataccia, eh?» dissi.
«Credi che una madre non farebbe altrettanto se le strappassero via il figlio?», chiese incuriosito.
Lo guardai sorpreso: cosa c’entrava una notte burrascosa con una madre alla quale era stato strappato via il figlio?


Ma Giannakis Xintaràs, il mugnaio, fu pronto a dimostrarmi che c’entrava, eccome! E fu così che mi raccontò questa storia:
«Guarda a destra la rocca di Santameri e guarda anche a manca il castello di Chlimoutsi.

I due castelli appartengono, da molto tempo ormai, a due sorelle, due fate. Ognuna delle due, però, porta con sé una gioia e un dolore.



1 dicembre 2012

Uccelli di fango Racconti scelti alla Casa delle Traduzioni


L'8 dicembre sarò, insieme ad altre sei bravissime traduttrici, alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma a presentare l'antologia di racconti 
Uccelli di fango. 

L'antologia è disponibile dall'8 dicembre, sul sito dei Dragomanni sotto forma di e-book e la potrete scaricare gratuitamente!




Ecco come l'illustre traduttrice Franca Cavagnoli presenta il nostro lavoro:


Un quilt di storie e voci

I non addetti ai lavori pensano che il solo responsabile di un libro tradotto sia l’autore della traduzione.

28 novembre 2012

E all'improvviso i luoghi divennero uno

L’itinerario mitico della poesia di Michalis Pierìs 
di Paola Maria Minucci



La fine del mondo 


E all'improvviso i luoghi divennero uno.

Vennero i luoghi in cui camminai, città
e quartieri e strade. Migliaia di luoghi
meridiani, a Settentrione, a Sud. Con caldo,
nuvole e neve. Monsoni tropicali
e temporali. Sole bel tempo e pioggia,
luoghi di piacere, d’improvviso pericolo.
Luoghi selvaggi, oscuri e altri calmi.

Allora il luogo sparì come luogo
della patria. Un paesaggio mitico si agitava ora
dentro di me. Si regolavano le sue strade
le porte si aprivano al tempo, donne
nude sudavano in sporche lenzuola. 

C’è posto per tutto questo nella scrittura. Fiumi,
ponti, montagne. Pianure e quartieri.
Luogo ampio il modo di parlare.
Tempo senza legami barriere e mura.
Come nei sogni. Tutto insieme e separatamente.

Sono nello stesso luogo non sono. Sono
ovunque e in qualche luogo. Prendo la matita
mi perdo si apre un buco sulla carta
e i modi si agitano  si mescolano
scritture, voci, descrizioni di fiumi,
laghi e lagune, i luoghi
girano a vuoto, si toccano le città, 
decine di città mi trattengono addormentano 
il mio corpo, mi sveglio non so dove mi sveglio,
dormo non dormo, mi aggiro
insonne nel cielo nella terra nell'acqua,
calpesto e non calpesto la terra, volo danzo
resto sveglio. Come nei sogni.

Tutto insieme e separatamente.

17 novembre 2012

Quando nasce l'uomo nasce un dolore o una speranza?

Disperazione, paura, guerriglie metropolitane in Grecia come in Italia, conflitti sanguinosi e interminabili in varie parti del mondo...




Quando nasce l'uomo 
con lui nasce un dolore
e quandola guerra divampa 
il sangue non si ferma

3 novembre 2012

Ingemar Rhedin intervista Odisseas Elitis

Il 2 novembre del 1911 nasceva Odisseas Elitis.


 ODISSEAS ELITIS - CONVERSAZIONI INEDITE


Via Skoufà 23, casa del poeta Odisseas Elitis. Ingemar Rhedin, suo traduttore dallo svedese nonché suo intimo amico, lo incontra e intervista prima e dopo l'assegnazione del Nobel (1979). 
Rhedin registra quelle interviste e conserva i ministri con cura, come un prezioso «tesoro». 
A cento anni dalla nascita del grande poeta greco, il traduttore sceglie, in esclusiva per la rivista «K» (del quotidiano Kathimerinì, N.d.T.), i passi più significativi di quelle conversazioni inedite che riguardano la musica, la pittura e, naturalmente, la poesia.

...Ecco che il registratore parte e l'intervista ha inizio. Il traduttore punzecchia il poeta con alcuni dubbi da "studente". Il poeta risponde con voce limpida, piena di sicurezza, forza e vitalità.


MOZART E L’«AXION ESTÌ»

Rhedin: In un mio recente articolo, ho scritto che la sua opera poetica, l'Axion Estì, assomiglia alle ultime opere di Mozart.
Elitis: Chi lo ha detto?
R.: Io. Ritengo, infatti, che le ultime composizioni di Mozart abbiano una struttura rigorosa come quella dell’Axion Estì.
E.: Me ne compiaccio, perché Mozart è uno dei musicisti che amo di più. Ricordo che, tempo fa, per gioco dovevamo trovare delle corrispondenze tra compositori e poeti ed emerse che la mie poesie si abbinavano bene con le musiche scritte da Mozart. Hanno, infatti, in comune la stessa leggerezza e la medesima grazia.

10 ottobre 2012

La lunga questione della lingua greca contemporanea...in breve



La questione della lingua greca risale all'età classica, epoca in cui molti scrittori vollero usare, per motivi culturali e nazionalistici, una lingua arcaicizzante col conseguente abbandono della coeva Κοινή, lingua da considerare il punto di partenza per la storia della lingua greca medievale e moderna.

Anche nel periodo Bizantino e nei primi secoli dell’occupazione Turca, la lingua scritta è arcaicizzante e vede la contemporanea presenza di una lingua orale comune (che in realtà si differenzia di regione in regione).
Verso la fine del XVIII sec. cresce sempre più una coscienza nazionale che, insieme al  problema della liberazione dai Turchi, fa sentire con crescente insistenza, la necessità di avere una lingua nazionale. 
Ma quale dovrebbe essere questa lingua unificatrice, dal momento che nel territorio ellenofono coesistono molte varietà della stessa lingua?

Nascono diverse fazioni, tra le quali ne emergono principalmente due, che svolgeranno un ruolo decisivo nell'evoluzione della lingua: l’una propone una lingua pura, la cosiddetta katharèvusa (καθαρεύουσα) ovvero una lingua vicina a quella classica e purificata da elementi dialettali e turchi; l’altra  sostiene, invece, la lingua del popolo ossia la dimotikì (δημοτική), la lingua comune e basata su idiomi del Peloponneso. La katharèvusa è una variante linguistica artificiale, perché è stata creata a tavolino, mentre la dimotikì è la lingua del popolo, che assume una grande valenza politica, perché è la lingua utilizzata anche dai combattenti per la lotta di liberazione dalla turcocrazia.

19 agosto 2012

GRECIA!


 
Se come me siete ancora nel caldo agostano metropolitano o se siete appena tornati da una vacanza e avete bisogno di un aiuto per riadattarvi alla città o, ancora meglio, se state decidendo dove andare per una vacanza rilassante (e volendo anche economica), potreste ascoltare questo racconto di Andrea Roncaglione (su Radio24) che vi condurrà in un suggestivo e illuminante viaggio tra le isole greche.




BUON ASCOLTO (CLICCA QUI)!




10 agosto 2012

L'eredità di Ulisse

Ho appena letto due articoli belli e appassionati.

Il primo è di Guido Ceronetti, che introduce con una meravigliosa arringa in difesa della pronuncia della lingua greca  i tre appuntamenti dedicati dal Piccolo Teatro di Milano a Ulisse:


"...Non far corrispondere foneticamente la nostra lingua al parlato vivente dei greci abitanti o in diaspora, un parlato che vive sul suolo ellenico da sempre - mutando, evolvendosi, necessariamente - è violentare brutalmente l'identità di un popolo, amputare l'essenziale di un rapporto che abbiamo, perfettamente pacifico, con una nazione vicinissima e amica. Nessun greco, se gli diciamo una qualsiasi cosa nel modo da noi imparato a scuola e nelle università, sarebbe in grado di capirci un'acca!..."

Leggerete il resto dell'articolo qui:
http://metafrasando.blogspot.it/p/leredita-di-ulisse-vale-piu-dello.html


Il secondo è di Beppe Sebaste ed è dedicato ad Theo Angelopoulos e al suo ultimo e incompiuto, purtroppo,  progetto cinematografico. 
Toccante:

"...Quando si doveva bloccare una strada provocando ingorghi, camionisti, autisti e automobilisti spegnevano il motore senza protestare e aspettavano in silenzio, sapendo che era per permettere la lavorazione di un film di Angelopoulos. Anche se molti non vedevano i suoi film, era sentito come l’alfiere di una dignità nazionale negata in quel momento di crisi, in cui la sovranità del Paese era ipotecata dalle banche..."

http://beppesebaste.blogspot.it/2012/08/lultimo-sogno-di-theo-angelopoulos.html

27 giugno 2012

LEGGERE NON FA SUDARE


Se avete resistito con coraggio alle temperature infuocate di Scipione l'Africano, come sosterrete la discesa verso temperature infernali con Caronte?
Un rimedio c'è: cedere, ma con onore; basta distendersi in un luogo fresco, ventilato e immergersi nella lettura di un buon libro. 
Il dove e il come decidetelo voi, io posso darvi alcuni consigli di lettura.
Inizio con la prolifica autrice greca Soti Triandafillou e con il suo nuovo romanzo Scatole cinesi, tradotto (dal greco moderno) dalla brava Giuseppina Dilillo (Voland, pag. 211, € 14,00), ce ne parla lei stessa:

22 giugno 2012

Grecia: la madre dell'Europa

Ho dovuto, con dispiacere, tralasciare e trascurare per un po' di tempo il mio blog, ma presto tornerò a scrivere. 
Stasera, però, prima di andare a dormire voglio condividere con voi alcune parole dette e cantate sulla amata Grecia.
Le prime sono quelle di Moni Ovadia:  semplici, dirette e appassionate; le racconta al Corriere della Sera che ha invitato 8 intellettuali a parlare di Grecia: la madre dell'Europa.  




«Se perdiamo la Grecia non sappiamo più dove andiamo e chi siamo»... «L'Europa non si costruisce con lo sputo di una moneta. Chiunque siede nelle istituzioni europee dovrebbe imparare la lingua greca»... «Diamo ai greci un millesimo di euro per ogni parola che usiamo e che viene da loro»




1 giugno 2012

CINEMA GRECO: MAVRO LIVADI




Diciassettesimo secolo, la Grecia è sotto l'impero ottomano, una giannizzero (Christos Passalis) ferito e in fuga, trova riparo in un isolato convento di montagna. 
Le monache lo curano, ma lo tengono come loro prigioniero: è un disertore. 
La presenza di quell'uomo impetuoso provoca tante e diverse reazioni tra le austere donne del monastero.
La giovane Anthi (Sofia georgovassil) si innamora di lui, ma Anthi è tormentata da un oscuro segreto...


è il primo lungometraggio del regista e sceneggiatore greco Vardis Marinakis, è un vero un gioiello cinematografico, girato tra l'altro a basso costo.
È una storia d’amore che trascende il tempo, la religione e l’identità sessuale.

Spero abbiate anche voi come me, la fortuna di vederlo prima o poi, in una sala cinematografica.



26 maggio 2012

Buonanotte con poesia





Prima di andare a dormire cerco il mio Amore e, felice, Lo ritrovo tra le poesie di 
Eccovene alcune estratte dalla raccolta Erotica, sono state tradotte, con grande sensibilità e maestria, da Nicola Crocetti (Crocetti editore, Milano 1980).

Da Corpo nudo (1980):

Sangue il tramontosangue la notte,

sangue le rose.

Tu - il  mio sangue.

*

12 maggio 2012

Aspettando l'estate


Nell'augurarvi un soleggiato e allegro fine 
settimana vi invito a vedere due video molto divertenti.


Il primo è Mariza:
un bel  cortometraggio
animato in 3d pluripremiato, interamente realizzato 



Il secondo è una pubblicità israeliana 
che spiega come sia nata una delle più famose danze greche.



Kalò Savvatokìriako!