DOLCETTA E FIORENTINO
Di Pavlina Pampoudi traduzione di Viviana Sebastio
C’era una volta, tanto e
tanto tempo fa, un celebre Re di nome Fiorentino 0°, che viveva nel Regno di
Romantìa.
A quel tempo, il mondo era
appena nato. Le sue montagne sembravano solo dei brufoli giganteschi, i boschi
apparivano intricati e colmi di misteri, spiritelli e favole. Il mare, ancora
molto piccolo, cercava di diventare sempre più profondo per contenere tutte
quelle divinità (in seguito divenute foche, elefanti marini, polipi, ricci di
mare e altro ancora) che gremivano le sue acque, provocando onde altissime
piene di burle e di bisticci.
Il Re Fiorentino era bello
come un angelo e, sebbene non avesse ancora compiuto i sedici anni, nessuno lo
superava in saggezza e intelligenza.
Il suo regno era governato
con giustizia e non aveva mura di cinta né armi. In quel luogo, il vento, il
sole e la pioggia non litigavano mai, ma giocavano tra di loro. Gli alberi
cinguettavano, belavano, abbaiavano, miagolavano, muggivano e ragliavano,
mentre gli animali parlavano inglese e francese. Le strade, poi, non erano
lastricate di pietre, bensì di pagnotte (abbrustolite, ma non troppo).



























