Atene è una città sporca, Atene è una città trascurata, Atene è caotica, confusionaria, inquinata, Atene mi ha deluso, Atene non è poi così antica, Atene non è certo una città moderna… ecco quali sono le considerazioni di colui che viaggia sperando di trovare, anche in un Altrove, i rassicuranti stereotipi di città da cartolina, preconfezionata e a misura di turista. Costui arrivando nella Capitale ellenica resterà, probabilmente, deluso.
Atene non si agghinda, non si lascia impacchettare come una bomboniera, Atene ha la sua forte personalità, che la distingue profondamente dalle altre città europee, non è solo Europa e non è solo Medio Oriente, è una commistione tra i due mondi. Atene non è etichettabile.
Atene è come una donna dall’età indefinita, le cui rughe e le cicatrici non adombrano il volto splendente, che sorride all’avventore.
Ogni volta che torno ad Atene (sempre più spesso, ma per me non è mai abbastanza), è come se ritrovassi una persona molto cara e l’emozione dell’incontro, atteso con languida impazienza, è sempre intensa.
Per apprezzare Atene devi saperti lasciar andare e lei ti stupirà.
Ti sorprenderà con il cassiere del supermercato che ti saluta con un “Stia sempre bene!”, con il viavai quotidiano chiassoso ma non frenetico, con le immancabili sedie con tavolino che la maggioranza degli esercenti hanno sul proprio marciapiede per poter sorseggiare un Nescafé frappé in compagnia o per poter contemplare il Mondo, nei momenti di pausa lavorativa.