Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più di quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

29 aprile 2012

La tragedia greca, oggi. Intervista a Ioanna Karistiani, di Paola Maria Minucci

PAOLA MARIA MINUCCI INTERVISTA IOANNA KARISTIANI



«Gli artisti hanno saputo vedere la meschinità e l'inadeguatezza del sistema politico, la caduta dei valori, l'ansia di trovare una soluzione». Una intervista con l'autrice di «Ritorno a Delfi»
Ho incontrato Ioanna Karistiani circa un mese fa, nel bel mezzo delle più infuocate manifestazioni di piazza. Il luogo dell'appuntamento era la libreria della casa editrice Kastaniotis, l'editore che ha pubblicato e continua a pubblicare tutti i suoi libri. Le strade di Atene che ho percorso per arrivarvi hanno aperto uno squarcio loquace sulla situazione economica e sociale della Grecia di oggi. Negozi chiusi uno dietro l'altro, avvisi di vendesi e affittasi, ingialliti dalla pioggia e dai giorni passati, in mezzo alle polvere e alle cartacce, spesso con le vetrine in frantumi. Nessuno fa più caso a questi annunci ormai inflazionati. Con queste immagini negli occhi sono arrivata all'incontro con Ioanna Karistiani, una delle voci più note nel quadro della narrativa contemporanea greca, autrice di una decina di romanzi, di cui cinque tradotti in italiano. 


Come è, vista dall'interno, la crisi che ormai da alcuni mesi soffoca la Grecia? 

Dell'attuale situazione in Grecia, e più in generale in Europa, parlano i numeri. Le percentuali d

21 aprile 2012

IL REBETIKO


Il Rebetiko è un genere musicale, ma anche il modo di essere di una certa classe sociale presente in Grecia fino agli anni '50.
Le origini del Rebetiko sono complesse e derivano da secoli di influssi e scambi culturali tra Oriente e Occidente. 
Questo fenomeno nasce intorno ai primi del '900 essenzialmente come conseguenza del passaggio dalla cultura rurale, nella quale domina la canzone demotica, alla cultura urbana. Il nuovo secolo è accompagnato dalla nascita di molti luoghi in cui si ascolta musica per diletto, come il καφενείο (kafenìo) e la ταβέρνα (taverna). Tutto ha inizio in Asia Minore e in particolare a Costantinopoli, dove la convivenza tra le varie etnie - greca, armena, araba, ebrea, persiana e così via - produce una prolifica mescolanza nei vari campi dell'arte e della cultura e quindi anche nella musica.

Le origini della parola rebetiko sono incerte e dibattute, secondo le ipotesi più accreditate la parola deriva dal verbo ρέμβομαι (rèmvome), cioè “girovagare, andare in giro pavoneggiandosi” - modo di fare che appartiene al rebetis, ovvero al cantante e al musicista di rebetiko –  nel medioevo il verbo si trasforma in ρέμπομαι (rèbome). 

19 aprile 2012

PETROS MARKARIS: Trieste si tinge di giallo

Per chi di voi si trovasse in area triestina consiglio la partecipazione a questo incontro con  Petros Màrkaris, ottimo autore greco, uomo colto e divertente, ascoltarlo è sempre un gran piacere:

18 aprile 2012

Poesia della notte IV: Intervallo di gioia


Qualche post fa, vi ho parlato dello scrittore e poeta Dinos Christianòpoulos promettendovi un assaggio di poesia (su Metafrasando_Dinos Christianopoulos) ed eccolo qui. 
D. Christianòpoulos ha scritto soprattutto poesie erotiche; nell'introdurre questa  Διάλειμμα χαράς dichiara di aver pensato di dover iniziare a comporre versi che parlassero anche delle avversità del suo prossimo, ma ecco che un nuovo amore glielo impedisce...
Καληνύχτα σε όλους, Buonanotte a tutti :

 Intervallo di gioia

[...Ed eccomi che sto di nuovo a scrivere canzoni
e ardo per i tuoi occhi verdognoli
assetato della tua saliva
e rimembrando l'unica nostra uscita ai campi,
quando le zanzare ci pungevano sorprese
dal nostro impareggiabile impegno,
e le spine trafiggevano il nostro corpo
meravigliandosi di tanta indifferenza [...]
(Traduzione di Mario Vitti)


Διάλειμμα χαράς

[...] Και να που κάθομαι και γράφω πάλι τραγούδια
φλεγόμενος για τα πρασινωπά σου μάτια,
διψώντας το σάλιο σου
κι αναπολώντας τη μοναδική μας τσαιράδα,
τότε που τα κουνούπια μας τσιμπούσαν σαστισμένα
μ' αυτήν την απαράμιλλη προσήλωσή μας,
και τα αγκάθια μπήγονταν στο σώμα μας
έκπληχτα για την τόση αδιαφορία [...]





9 aprile 2012

Festa Pasqua ortodossa 2012

PASQUA ORTODOSSA 2012
Roma, 15 aprile 2012

Sotto l’egida dell’Ambasciata di Grecia a Roma, la Chiesa greco – ortodossa di 
San Teodoro e la Comunità Ellenica di Roma e Lazio hanno il piacere di 
invitare tutti gli amici a festeggiare insieme la Pasqua greca.


5 aprile 2012

Poesia della notte III

Cartoline da Agios Stratos
(Ag. Stratos, 1956)
di Manolis Fortounis, traduzione di Viviana Sebastio

1.
Dalle sbarre di queste finestre che mi tengono lontano
da occhi, mani e voci
vedo.
Due scarponi marciano nell’acqua 
e poi solitaria
sui muri, sulle strade, sulle mie palme aperte
la pioggia
Solo la pioggia.

2.
I giorni passeggeri arrivano in strada 
sono una folla
un giorno, un altro e un altro ancora…
tutti uguali vestiti.
È una moltitudine silenziosa
fatta di momenti senza personalità
che premurosa sorveglia lo scampanio.



Vi invito a conoscere la straordinaria vita di questo poeta attraverso la bella e toccante intervista di Diego Zandel, che mette in luce come la Storia sia fatta di storie di coraggiosi uomini poco comuni. 
Buona lettura!

INCONTRO CON MANOLIS FORTOUNIS, POETA GRECO

Diadromès ovvero Percorsi. S’intitola così l’ultimo libro di versi dell’ottantaquattrenne
poeta greco Manolis Fortounis, edito in patria da Gavrilidis. Raccoglie poesie scritte in diversi momenti della sua straordinaria vita, quindici anni della quale trascorsi nelle carceri e nei campi di sperdute isole dell’Egeo, in cui venivano internati in Grecia i prigionieri politici che durante la guerra civile (1946-50) avevano combattuto nelle file dell’Elas, l’esercito popolare di liberazione nazionale guidato da Markos: la sua sconfitta aveva portato alla messa al bando del KKE, il Partito Comunista Greco, a cui Manolis Fortounis aveva aderito.  Nato a Kos nell’ottobre del 1926, quando l’isola, in seguito al trattato di Losanna del 1922, si trovava come tutto il Dodecaneso, sotto amministrazione italiana, parla perfettamente la nostra lingua per averla appresa a scuola. «I fascisti, a partire dal 1936, l’avevano imposta, mentre il greco diventava facoltativo» ricorda. L’italiano però gli è servito più tardi, una volta tornato definitivamente libero, dopo i nuovi quattro anni di internamento seguiti al colpo di stato dei colonnelli nel 1967 e la caduta di questi. D’allora, oltre che scrivere per il quotidiano Elefterotipia, ha collaborato con l’Ansa e la Rai, ad Atene, grazie all’interessamento del corrispondente d’allora, Stefano Terra. Per il resto ha tradotto anche alcuni libri di autori italiani, tra cui Il deserto dei Tartari di Buzzati.  Manolis Fortounis da anni ormai vive ad Atene, ma l’estate torna al suo villaggio natio di Kefalos, nell’isola di Kos, appunto, dove sono andato a trovarlo, con il suo ultimo libro fresco di stampa.