Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più di quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

22 giugno 2012

Grecia: la madre dell'Europa

Ho dovuto, con dispiacere, tralasciare e trascurare per un po' di tempo il mio blog, ma presto tornerò a scrivere. 
Stasera, però, prima di andare a dormire voglio condividere con voi alcune parole dette e cantate sulla amata Grecia.
Le prime sono quelle di Moni Ovadia:  semplici, dirette e appassionate; le racconta al Corriere della Sera che ha invitato 8 intellettuali a parlare di Grecia: la madre dell'Europa.  




«Se perdiamo la Grecia non sappiamo più dove andiamo e chi siamo»... «L'Europa non si costruisce con lo sputo di una moneta. Chiunque siede nelle istituzioni europee dovrebbe imparare la lingua greca»... «Diamo ai greci un millesimo di euro per ogni parola che usiamo e che viene da loro»




1 giugno 2012

CINEMA GRECO: MAVRO LIVADI




Diciassettesimo secolo, la Grecia è sotto l'impero ottomano, una giannizzero (Christos Passalis) ferito e in fuga, trova riparo in un isolato convento di montagna. 
Le monache lo curano, ma lo tengono come loro prigioniero: è un disertore. 
La presenza di quell'uomo impetuoso provoca tante e diverse reazioni tra le austere donne del monastero.
La giovane Anthi (Sofia georgovassil) si innamora di lui, ma Anthi è tormentata da un oscuro segreto...


è il primo lungometraggio del regista e sceneggiatore greco Vardis Marinakis, è un vero un gioiello cinematografico, girato tra l'altro a basso costo.
È una storia d’amore che trascende il tempo, la religione e l’identità sessuale.

Spero abbiate anche voi come me, la fortuna di vederlo prima o poi, in una sala cinematografica.



26 maggio 2012

Buonanotte con poesia





Prima di andare a dormire cerco il mio Amore e, felice, Lo ritrovo tra le poesie di 
Eccovene alcune estratte dalla raccolta Erotica, sono state tradotte, con grande sensibilità e maestria, da Nicola Crocetti (Crocetti editore, Milano 1980).

Da Corpo nudo (1980):

Sangue il tramontosangue la notte,

sangue le rose.

Tu - il  mio sangue.

*

12 maggio 2012

Aspettando l'estate


Nell'augurarvi un soleggiato e allegro fine 
settimana vi invito a vedere due video molto divertenti.


Il primo è Mariza:
un bel  cortometraggio
animato in 3d pluripremiato, interamente realizzato 



Il secondo è una pubblicità israeliana 
che spiega come sia nata una delle più famose danze greche.



Kalò Savvatokìriako!


29 aprile 2012

La tragedia greca, oggi. Intervista a Ioanna Karistiani, di Paola Maria Minucci

PAOLA MARIA MINUCCI INTERVISTA IOANNA KARISTIANI



«Gli artisti hanno saputo vedere la meschinità e l'inadeguatezza del sistema politico, la caduta dei valori, l'ansia di trovare una soluzione». Una intervista con l'autrice di «Ritorno a Delfi»
Ho incontrato Ioanna Karistiani circa un mese fa, nel bel mezzo delle più infuocate manifestazioni di piazza. Il luogo dell'appuntamento era la libreria della casa editrice Kastaniotis, l'editore che ha pubblicato e continua a pubblicare tutti i suoi libri. Le strade di Atene che ho percorso per arrivarvi hanno aperto uno squarcio loquace sulla situazione economica e sociale della Grecia di oggi. Negozi chiusi uno dietro l'altro, avvisi di vendesi e affittasi, ingialliti dalla pioggia e dai giorni passati, in mezzo alle polvere e alle cartacce, spesso con le vetrine in frantumi. Nessuno fa più caso a questi annunci ormai inflazionati. Con queste immagini negli occhi sono arrivata all'incontro con Ioanna Karistiani, una delle voci più note nel quadro della narrativa contemporanea greca, autrice di una decina di romanzi, di cui cinque tradotti in italiano. 


Come è, vista dall'interno, la crisi che ormai da alcuni mesi soffoca la Grecia? 

Dell'attuale situazione in Grecia, e più in generale in Europa, parlano i numeri. Le percentuali d

21 aprile 2012

IL REBETIKO


Il Rebetiko è un genere musicale, ma anche il modo di essere di una certa classe sociale presente in Grecia fino agli anni '50.
Le origini del Rebetiko sono complesse e derivano da secoli di influssi e scambi culturali tra Oriente e Occidente. 
Questo fenomeno nasce intorno ai primi del '900 essenzialmente come conseguenza del passaggio dalla cultura rurale, nella quale domina la canzone demotica, alla cultura urbana. Il nuovo secolo è accompagnato dalla nascita di molti luoghi in cui si ascolta musica per diletto, come il καφενείο (kafenìo) e la ταβέρνα (taverna). Tutto ha inizio in Asia Minore e in particolare a Costantinopoli, dove la convivenza tra le varie etnie - greca, armena, araba, ebrea, persiana e così via - produce una prolifica mescolanza nei vari campi dell'arte e della cultura e quindi anche nella musica.

Le origini della parola rebetiko sono incerte e dibattute, secondo le ipotesi più accreditate la parola deriva dal verbo ρέμβομαι (rèmvome), cioè “girovagare, andare in giro pavoneggiandosi” - modo di fare che appartiene al rebetis, ovvero al cantante e al musicista di rebetiko –  nel medioevo il verbo si trasforma in ρέμπομαι (rèbome). 

19 aprile 2012

PETROS MARKARIS: Trieste si tinge di giallo

Per chi di voi si trovasse in area triestina consiglio la partecipazione a questo incontro con  Petros Màrkaris, ottimo autore greco, uomo colto e divertente, ascoltarlo è sempre un gran piacere:

18 aprile 2012

Poesia della notte IV: Intervallo di gioia


Qualche post fa, vi ho parlato dello scrittore e poeta Dinos Christianòpoulos promettendovi un assaggio di poesia (su Metafrasando_Dinos Christianopoulos) ed eccolo qui. 
D. Christianòpoulos ha scritto soprattutto poesie erotiche; nell'introdurre questa  Διάλειμμα χαράς dichiara di aver pensato di dover iniziare a comporre versi che parlassero anche delle avversità del suo prossimo, ma ecco che un nuovo amore glielo impedisce...
Καληνύχτα σε όλους, Buonanotte a tutti :

 Intervallo di gioia

[...Ed eccomi che sto di nuovo a scrivere canzoni
e ardo per i tuoi occhi verdognoli
assetato della tua saliva
e rimembrando l'unica nostra uscita ai campi,
quando le zanzare ci pungevano sorprese
dal nostro impareggiabile impegno,
e le spine trafiggevano il nostro corpo
meravigliandosi di tanta indifferenza [...]
(Traduzione di Mario Vitti)


Διάλειμμα χαράς

[...] Και να που κάθομαι και γράφω πάλι τραγούδια
φλεγόμενος για τα πρασινωπά σου μάτια,
διψώντας το σάλιο σου
κι αναπολώντας τη μοναδική μας τσαιράδα,
τότε που τα κουνούπια μας τσιμπούσαν σαστισμένα
μ' αυτήν την απαράμιλλη προσήλωσή μας,
και τα αγκάθια μπήγονταν στο σώμα μας
έκπληχτα για την τόση αδιαφορία [...]





9 aprile 2012

Festa Pasqua ortodossa 2012

PASQUA ORTODOSSA 2012
Roma, 15 aprile 2012

Sotto l’egida dell’Ambasciata di Grecia a Roma, la Chiesa greco – ortodossa di 
San Teodoro e la Comunità Ellenica di Roma e Lazio hanno il piacere di 
invitare tutti gli amici a festeggiare insieme la Pasqua greca.


5 aprile 2012

Poesia della notte III - Cartoline da Agios Stratos, Manolis Fortounis

Cartoline da Agios Stratos
(Ag. Stratos, 1956)
di Manolis Fortounis, traduzione di Viviana Sebastio

1.
Dalle sbarre di queste finestre che mi tengono lontano
da occhi, mani e voci
vedo.
Due scarponi marciano nell’acqua 
e poi solitaria
su muri e strade, e sui miei palmi aperti
la pioggia
Solo la pioggia.

2.
I giorni fuggevoli arrivano in strada 
come una folla
un giorno, un altro e un altro ancora…
tutti uguali vestiti.
È una moltitudine silenziosa
di momenti anonimi 
che sorveglia con premura lo scampanare.


Vi invito a conoscere la straordinaria vita di questo poeta attraverso la toccante intervista di Diego Zandel. In queste parole viene messa in luce la Storia fatta di storie di uomini coraggiosi e poco comuni. 
Buona lettura!

INCONTRO CON MANOLIS FORTOUNIS, POETA GRECO

Diadromès ovvero Percorsi. S’intitola così l’ultimo libro di versi dell’ottantaquattrenne
poeta greco Manolis Fortounis, edito in patria dall'editore Gavrilidis. Raccoglie poesie scritte in diversi momenti della sua straordinaria vita, quindici anni della quale trascorsi nelle carceri e nei campi di sperdute isole dell’Egeo, in cui venivano internati in Grecia i prigionieri politici che durante la guerra civile (1946-50) avevano combattuto nelle file dell’Elas, l’esercito popolare di liberazione nazionale guidato da Markos: la sua sconfitta aveva portato alla messa al bando del KKE, il Partito Comunista Greco, a cui Manolis Fortounis aveva aderito.  

21 marzo 2012

È PRIMAVERA!



Oggi è Primavera!

Καλή Άνοιξη σε όλους!
Buona primavera a tutti!

Nella lingua greca Primavera si dice (η) Άνοιξη [àniksi], parola che arriva da tempi lontani. Deriva dal verbo grecoνοίγω, ossia aprire, aprirsi, iniziare, per esprime dunque, proprio il risveglio della natura.
Non è un caso se il mese della Primavera per eccellenza, cioè Απρίλιος (Aprile) proviene dal verbo latino aperio, ossia aprire.

Ghiannis Ritsos ha scritto una bellissima poesia dedicata a questa stagione, mi permetto di tradurne una strofa.
Un buon risveglio a tutti!

Da  Άνοιξη (Primavera) 
di Ghiannis Ritsos

[...] Stasera abbiamo dormito tra le braccia della primavera
poggiando la testa sul cuore suo.
Sentivamo nel sonno il respiro degli uccelli e del nostro cuore.
La mattina al risveglio, abbiamo visto il cielo passeggiare nella
nostra stanza come un uccello azzurro dagli occhi d'oro che beccava
le briciole delle ombre rimaste dalla sera prima sul pavimento [...]




14 marzo 2012

CLITO di Dinos Christianòpoulos



Un’afa pesante incombeva sull’esercito. Dal primo generale fino all'ultimo soldato eravamo tutti  scontenti della nuova politica di Alessandro. Dopo averci obbligati a sposare le donne, 
a indossare i turbanti e le uniformi dei persiani, ora, come se non bastasse, ci imponeva di prostrarci tutti, nessuno escluso, ai suoi piedi. Prostrarsi ai suoi piedi, noi? Noi che avevamo combattuto per portare ai barbari libertà e cultura! Molti compagni venivano a dirmi: «A te ti ascolta, perché non gli parli?». «E cosa dovrei dirgli? Alessandro non ascolta nessuno» rispondevo, ma dopo molte insistenze mi convinsi. In fin dei conti ero il suo amante.
Una mattina Alessandro ci convocò in assemblea. Vidi i generali cadere uno a uno prostrati ai suoi piedi, il sangue mi salì al cervello. Ritto e a testa alta entrai nella sala. «E tu perché non ti prostri al mio cospetto?» mi chiese contrariato Alessandro. Risposi a voce alta, affinché mi sentissero tutti: «Se non ti basta che io sia Clito, sappi che sono Macedone e che non so prostrarmi. Ti ho servito fedelmente in tutte le spedizioni e non mi sono mai lamentato di nulla, sono stato il tuo amico e tu sei stato il mio comandante. Ma ora che sei diventato satrapo…». 
«Chiudi il becco!» urlò Alessandro, rosso come il fuoco per la rabbia. «Pagherai a caro prezzo queste tue parole!». Furente scese dal trono - barcollava accecato dall'ebbrezza - mi si accostò e, prima che potessi difendermi, estrasse la sua spada e me la conficcò con veemenza nel cuore. Caddi e morii lì, ai suoi piedi, ma non mi prostrai.

Clito 
di Dinos Christianòpoulos
Traduzione di Viviana Sebastio

***


Dinos Christianòpoulos 

è stato poeta, narratore, traduttore, critico letterario, editore (1931-2020, Salonicco). 
 
La sue poesie erotiche e sensuali evocano Kavafis, ma emanano al contempo suggestioni proprie e originali. 
Christianòpoulos ha scritto anche testi sulla società che lo circonda, realtà che spesso gli è apparsa sciocca e intollerante e “le sue innocenti parole cattive” sono state più volte condannate dalla Chiesa e dai letterati stessi.
Dichiarava, nel 1979, di essere contro: contro le onorificenze e contro i premi, perché sminuiscono il valore degli uomini; contro gli sponsor, contro lo Stato; contro i giornali, perché non scrivono ciò che andrebbe scritto; contro ogni tipo di ideologia, di qualsiasi colore essa fosse. 
Christianòpoulos è sempre stato un uomo dall’animo combattivo e passionale.
Una manciata di anni fa, ho avuto l’onore di ricevere una sua lettera, in cui, con una grafia minutissima, scriveva: 
«Ευχαρίστως. Ευχαριστώ. Ντίνος Χριστιανόπουλος» (Con piacere. Grazie. Dinos Christianòpoulos) dandomi così la sua autorizzazione a pubblicare, in mia traduzione, Clito, questo suo racconto da me molto amato. Spero vi sia stato gradito.



6 marzo 2012

Frammenti d'Arte e Poesia tra Italia e Grecia


 ….arriva il Mare e
i suoi relitti naufragano e 
giacciono esausti sulla sabbia.
Sospinti dall'Egeo e 
asciugati dal Meltemi, 
spettatori di chissà quali e quante storie.
Resti salmastri che attraversano lo Sguardo e la Mano di Iskandart
e si trasformano in veliero di fortuna
che naviga il nostro mare onirico o 
in imbarcazione leggera
che gettata l'ancora in Mare aperto
si lascia cullare dalla corrente,
mentre a bordo 
un Piccolo Marinaio meditabondo mormora: 
...arriva il Mare....”

26 febbraio 2012

Dionissis Savvopoulos: il poeta che canta


14 febbraio 2012 concerto di Dionissis Savvopoulos a Roma, unica data. 
Il teatro è pieno, pienissimo. I musicisti raggiungono il palco e Savvopoulos, Nionios per i greci, si avvicina al microfono. È un uomo alto con barba e capelli bianchissimi. La sua figura è imponente, come la sua personalità, classe '44. 

Le luci si abbassano, la musica inizia e la voce di Savvopoulos riempie il teatro.  La sua energia ci travolge, la sua ironica leggerezza ci trascina. Canta, recita, racconta muovendo le sue lunghe braccia con ampi gesti e noi, entusiasti, cantiamo con lui.  
Ascoltando Un attimo di pace (Μία στιγμή ειρήνης, 1965)- che, prima di essere censurato, si intitolava Un bisogno corporale – sorridiamo: Nionios interpreta un soldato piuttosto impacciato, che ci narra una guerra in cui ha combattuto giorno e notte, privo di acqua e di cibo. Tutto in nome della patria. 
L'uomo vede tanta morte intorno a sé, finché, all'improvviso, ci rivela che “urge una necessità corporale che proprio non si può rimandare, bombe e fucili lasciamo e dietro i cespugli corriamo, fanno lo stesso i nemici dagli ufficiali seguiti....arriva così la pace per cause di forza maggiore”!

Poi le parole di Savvopoulos ci scuotono quando introducono la canzone Vietnam yeah-yeah: “Era la metà degli anni Sessanta il mondo cambiava. Sotto l'Acropoli si affollavano tanti ragazzi coi capelli lunghi e tante ragazze con le minigonne. Pensavo che dopo aver inciso quel brano, avrei conosciuto Jane Fonda o che magari avrei cantato con Bob Dylan... e invece, mi hanno sbattuto in prigione, a Bouboulina (N.d.T. strada di Atene, tristemente nota per la presenza del carcere in cui sotto la dittatura, i Colonnelli facevano imprigionare e torturare i loro “nemici”), dove mi hanno preso anche a bastonate. 
E più mi bastonavano e più io cantavo, ogni bastonata era una nuova canzone”. 

11 febbraio 2012

TUTTI IN PIAZZA SYNTANGMA CON THEODORAKIS, GLEZOS E IL POPOLO GRECO

Jean-Claude Junker ha dichiarato: «Non basta», il governo greco deve impegnarsi per un nuovo taglio di 325 milioni di euro.
La Grecia è in agonia, ma all’Europa non basta. Eppure è chiaro che se al Paese non viene permesso di crescere il

10 febbraio 2012

Il poeta che canta arriva a Roma


A bordo di un furgone, forse 
un po’ sgangherato, Nionios lascia la sua Salonicco per raggiungere Atene. È il 1963 e, in questi anni, la capitale greca è in grande fermento culturale, sociale e musicale, insomma un grande polo d’attrazione per i giovani ellenici e per il ventenne un po’ irrequieto Nionios. Arrivato ad Atene, con poche dracme nelle tasche, Nionios si arrangia con i lavori più disparati e bizzarri, amici vecchi e nuovi gli danno una mano, c’è chi gli insegna a suonare la chitarra, chi gli dà lezioni di ritmo, chi un tetto sulla testa. Nionios vuole cantare le sue canzoni e ci riesce: nel ’65 pubblica il suo primo album Το φορτηγό, Il furgone, appunto. Il disco ha un animo rock, contiene storie di emarginazione e canzoni di protesta, le sue note sono dissonanti e le sue parole stridenti. È unico nel suo genere, del tutto nuovo per la Grecia. I suoi brani non si lasciano canticchiare facilmente.

Come dicevo è un ascolto inusuale per il pubblico greco, che reagisce in modo diverso ed è comprensibile, le sue orecchie sono abituate a canzoni più melodiche, a testi che,

6 febbraio 2012

Tra il gelo e il sole... Una nascita

Siamo nella “morsa del freddo”, dicono i giornalisti ed è vero!

Roma, da qualche giorno, è ricoperta dalla neve e le temperature continuano a oscillare drasticamente intorno allo 0.
    Dopo i primi piacevoli momenti di stupore e di meraviglia, capisco che per me questa sarà una dura prova. 
Così, in attesa di temperature superiori ai 20° C, ma sì, superiori anche ai 25° C, penso all’estate e a qualche isola greca, magari leggendo…

UNA NASCITA
di Diego Zandel 
         Quando a zia Androula cominciarono le doglie, di uomini in
casa c’ero soltanto io. Zio Giorgio, suo marito, si trovava a Trapezona, una località a valle di Asfendiou: ci teneva i buoi ed era
andato ad accudirli. Zio Kosta, cognato di zio Giorgio per averne sposato la sorella Stavrulla, se n’era andato con la sua motocicletta, come tutte le mattine, a Kos città, dove aveva gli
amici e passava le ore con loro a chiacchierare seduto al

2 febbraio 2012

Leggere letture

Esiste molta letteratura che lega l’Italia alla Grecia e questo legame persiste, nonostante l’avviluppante crisi economica e sociale che ci accomuna, grazie a sempre nuove pubblicazioni.
Parlo della pubblicazione di traduzioni dal greco all’italiano — interessante il caso dell’antologia di racconti Il vicino di casa, edizioni Emmeti — o di traduzioni dall’italiano al greco — affascinante la sfida traduttiva del libro Ήρεμο χάος (Caos calmo), edizioni Papyros.